Estratto da "Il Veltro" N. 4-5 del 1967

Pochi anni prima della seconda guerra mondiale fu lanciata, da parte italiana, l'idea di fondare a Zurigo una società italo-svizzera collo scopo d'intensificare le relazioni culturali ed economiche fra i due paesi. Le autorità italiane incontrarono, in un primo momento, una certa riservatezza da parte svizzera, poiché a Zurigo si temeva che il Governo italiano cercasse di costituire nel nostro paese un nuovo mezzo di propaganda politica. Ciò nonostante, l'eco da parte svizzera non fu negativa,ma si cercò di eliminare fin da principio ogni velleità di propaganda politica,

creando un ente di carattere svizzero, il quale assumerebbe il compito di contribuire all'intensificazione delle relazioni culturali ed economiche fra l'Italia e la Svizzera. Così nacque in seguito l'Associazione svizzera per i rapporti culturali ed economici con l'Italia. Fin da principio si mise l'accento sull'aggettivo "svizzera" volendo con ciò dar rilievo al fatto che le iniziative della Associazione, e la sua attività, provenivano in primo luogo da parte svizzera, escludendo qualsiasi possibilità di propaganda politica.
Negli statuti fu stabilito che "i membri del Consiglio saranno scelti tra cittadini svizzeri ed italiani residenti in Isvizzera, esponenti della vita culturale ed economica". Lo stesso consiglio però elegge un "comitato" i cui membri sono stati quasi esclusivamente cittadini svizzeri.
In base al suo statuto, l'Associazione ha lo scopo di intensificare le relazioni spirituali ed economiche fra l'Italia e la Svizzera, promovendo:

a) Lo scambio di personalità le quali, mediante conferenze e relazioni illustrino questioni spirituali, artistiche ed economiche e chariscano indirizzi, evoluzioni e realizzazioni sociali.

b) L'appoggio di ogni altra manifestazione atta a facilitare il raggiungimento degli scopi prefissi, cioè scambi di professori, studenti, pubblicazioni, organizzazioni di viaggi ecc.

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